Corrimi incontro quando scendo dal treno

E poi ci sono le redazioni, gli orari frenetici delle ultime notizie e l’accavallarsi di stampe su fogli A4 e banchi spersonalizzati, le foto dei nostri figli e i cioccolatini da mettere in tasca alla moglie, pile di post it come arcobaleno.

Le luci bianche di neon asettici per ricreare la luce del giorno e dire che sì, il lavoro nobilita così tanto che non arriverà un’altra notte, non dormiremo mai più pensando ai nostri figli che a 16 anni si rasano i capelli sui lati e domandano i diritti del terzo mondo e poi una scuola che permetta loro di entrare nel giogo del lavoro.

A 18 anni viaggiare, sperimentare dolcezze infinite e deserti acidi, e poi amare e trovarsi la sera a suonare, a scambiarsi le idee perverse di mondo e la libertà di fumare sigarette lunghissime lontano dagli occhi dei grandi. Quando tutto questo sarà finito piegherete la testa al denaro e vi ritroverete gobbe in mezzo alla schiena, vittime voi degli slogan e dei megafoni.

Che a 20 anni bisogna pensare a sé e trovare passione e credo e desiderio del fare e i bisognosi verranno dopo, non pensare, incontrare, le riflessioni sugli altri valgono poi, in nascita, in morte e in maturità.

Tornare a casa con la borsa a tracolla, realizzati, schivi, comprare una pizza in cartone, magari una birra, un sushi d’asporto. La polvere del mondo fuori di casa, la porta chiude bene, doppia mandata, non verranno a interromperci questa sera. E così il beat elettronico di Deezer e i piedi nudi sul pavimento per dirci ancora una volta che anche le scarpe sono una prigione, figurarsi i muri.

Nel sesso gli sfoghi, guardavi ai due buchi come a una liberazione e mi insegnavi a fottere le regole soltanto col movimento perverso della tua bocca. Non quello cercavo, volevo le tue braccia dietro la schiena, la tua bocca capace di pronunciare parole che io neanche immagino, vederti inventare tramonti di bottoni e laghi di carta stagnola.

Verrà un giorno in cui faremo insieme l’albero di Natale, andremo a prenderlo in foresta e ti mostrerò il luogo in cui sono nato.

Non voglio parlare di quel che succede nel mondo, indossa il vestito leggero, quello che si muove col vento e corrimi incontro quando scendo dal treno.

Foto: Charles Moore

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