Tra le vigne

Tra le vigne è il piede che affonda nella terra grigia. Inciampi, fai forza, il tuo polpaccio teso, nel rialzarti mi guardi. Madonna delle spighe, degli aratri e dei filari, Madonna dei tralci, delle nuvole del Ghirri, inginocchiata nel tuo manto abbronzato, protetta dalle tue paure e dal tuo rimandare, il mio sguardo è una preghiera laica, una bestemmia agli dei del pudore, apri le cosce per mostrarmi il bianco, conducimi all’altissimo nel modo più bello. Non riesco a leggere la fine del libro, una fotografia e un post su Instagram, ti scrivo che sei evanescente e mi metto a correre finché ho fiato nel collo. Ci sei tu nell’estetica pastello, nella tua giovinezza rivelata e nel tuo negarti, tutto è parte di quella sinfonia che il timore compone. Per noi ali di rondini, pelle di serpente, zoccolo di daino, vista da donnola. Per noi presenti lunghissimi, fotografie per troppo tempo appese, paesaggi da mordere. Scrivo così perché la notte non mi sorprenda, per il tuo disprezzo, per l’umiliazione del mondo. E treni affollati, aerei affollati, cuori affannati. Mentre mi snobbi e incolli i miei scritti al frigo come una lista della spesa qualsiasi io in qualche lenzuolo scopro il mio ventre fare su e giù, mimare la vita mentre tutto intorno muore fiorendo.

@dimanchesurlie

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