Archivi tag: dandy

California

Mangio molti yogurt e sono intollerante ai latticini. Mi prudono spesso le dita delle mani e non ho mai voglia di prendere a pugni qualcuno. Dovremmo scrivere tutte le nostre contraddizioni sulle lavagnette della cucina, poi farci intorno quei disegni semplici figli di noie e telefonate lunghissime.

Quando scrivevi alle due di notte per dirmi spero tu stia dormendo io mi svegliavo e ti rispondevo: lo sai, io non dormo mai. Mentivo, ma non sono capace di resistere al richiamo del basso ventre. Nei canti delle sirene che fanno deragliare le mie notti la colpa delle mie occhiaia nere.

Vorrei essere anch’io un dandy nichilista, quelli col vestito nero e la camicia bianca. Vorrei dirti tanto alla fine lo sai si muore e guardarti con la presunzione di aver capito tutto. Vorrei anch’io ridere quando mi nominano Zoolander o Una notte da leoni e mimarti le scene, eppure non ci riesco.

Mi emozionano le paste lunghe al pesto di Camogli o quando un amico fa la spesa, ti suona a casa, dice: voglio cucinare per te. E non aspetta inviti e non ci sono orari.

Viaggiare e vivere all’estero aiuta a relativizzare tutto quello che ci succede, il rischio è diventare ghiaccio e non sciogliersi mai. Dovremmo farci più furbi, mi dicevi, e adattarci al contesto. Accumulare il denaro necessario per dire la nostra oppure morire poveri e inascoltati.

Quando ti parlavo della dilazione pensavi a non so quale malattia e io ti rincorrevo per ascoltarti affermare: ogni cosa a suo tempo. Mentre mi donavi le tue foto in bianco e nero e le sigarette lunghissime della mezzanotte i tuoi vestiti stretti, abbiamo stabilito un record di lontananze ti ripetevo, dicevi che siamo simili ed è per questo che non ci incontriamo mai. Credi che questo mi basti? Dovremmo farci più semplici, come bere un tè all’anice stellato da California Bakery, cercare dentro alla teiera la stella e trovarci soltanto un tritato. Ecco. Non andare a fondo, rimani in superficie che il mare è bello perché è blu e se non ci pensi, galleggi.

Foto: dalla rete.

tumblr_mjtwwtH3kH1rnue0do1_500 (1)

Contrassegnato da tag , , , , ,

Come gli uccelli

E come gli uccelli salire al settimo piano per trovare orizzonti gli slanci dei nostri telefonini ultramoderni le foto in bianco e nero la nostalgia dei dandy per rifare le labbra ai bicchieri per tirare indietro coperte alla notte scoperchiare le cupole i chewin gum di labbra ignoranti i rossetti rossi sulla tomba di Wilde e quelle citazioni da prima volta. Che vorrei sedermi e trovare silenzio e riposo che dovrebbero aprire le chiese la notte e tra le panche tornerebbero a cantare i poeti. Altro che bar altro che pub. E’ una questione di qualità gli adolescenti bevono vino per invecchiarsi per le gambe instabili i tavoli delle carte mai giocate il coraggio infrasettimanale la Champion’s League.  Guardare più in là dei grattacieli le tue trottole lanciate sullo stivale. La posta vuota questa abitudine fuori moda che la parola è sempre di troppo come le tasche dei jeans aderenti. Scoperchieranno i navigli e usciranno i tuoi sogni le canzoni inascoltabili delle tue docce notturne. Tutte le strade davanti e prenderne soltanto una le auto a noleggio e la vernice bianca le linee continue per non sorpassare. Che non sappiamo prenderci la responsabilità di qualche riga che possiamo dircelo che non serve a niente non ci interessa non siamo niente. Come quando cadevano a terra gli M&M’s e ci soffiavi sopra e li mangiavi lo stesso. La tua lingua dai mille colori. E che importanza ha se ci siamo sporcati se ci siamo abbandonati. Sono tornato a prenderti e hai lo stesso sguardo solo un po’ più triste. E io ti ho detto di guardarti dentro alla fine dell’arcobaleno della tua lingua colorata che gli M&M’s serviranno a qualcosa il pentolone dei tuoi desideri le monete di cioccolato. E prenderemo il largo prima o poi. Ma eravamo uccelli e dovevamo vedere il mare per distinguere il cielo.

Contrassegnato da tag , , , , , , ,