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Il caffè freddo di metà mattina

Gli avvisi per il ritiro della spazzatura in tutte le lingue del mondo. Ci confondiamo dietro agli occhiali scuri. E tra i vicoli di porta Genova la nostra Camden Town. Come i pipistrelli ci cerchiamo di notte, col mondo a testa in giù e le case sugli alberi. E non abbiamo ancora imparato a intrecciare le ali. L’attesa per i tuoi ritorni e pomelli rosa per spalancarti le guance guardarci dentro come i pozzi senza fondo l’arcobaleno nel secchio. Tra le pagine dei libri sui ballatoi delle case di ringhiera sbocciano germogli. Il sole di mezzanotte che non t’aspetti. I manifesti elettorali ci annunciano una nuova stagione. E nelle tasche ho ancora quello scontrino. Il caffè freddo di metà mattina. S’era alzato il vento del sospetto e tutti quei forse ci finivano addosso. Sulle strade del centro si riunivano le bandiere e non era una partita di calcio.

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Sex and the city

Quando dimentichi di chiudere il bar

con le gengive fragili ci laviamo i denti di fretta

per mordere i nostri taxi a pedali

e scivolare sui binari di porta Genova

perché hai aperto il vino senza aspettarmi.

E poi confondere le strade

pensare che a Milano non ci sono salite

sul cavalcavia di fronte alla triennale

avrei dovuto comprarti dei fiori

ma è notte

vendono soltanto hamburger.

Le brioche abbracciate

per i tuoi risvegli

la tua stanza da letto in Australia

che dovrei circumnavigarti

per dormire con te.

E poi guardi in alto per fraintendermi

che i miei occhi sono gonfi di vino

con le staffette al bagno

per scambiarci le vesciche.

E i miei discorsi alla Tarantino

quando dovrei parlarti dei puffi

di Gargamella e del gatto Birba

che sono uno di quelli che ti fanno ridere

e non ti spaventano.

E non ti spaventano.

E non ti spaventano.

Perderò ancora treni

per colpa dei ritardi

e guarderò negli occhi i pendolari

e per sentirmi meglio

dovrò aspettare sulla banchina.

Tu e la tua generazione sex and the city

con le tv generaliste

a moltiplicarsi come i conigli

non trovi posto per le fiction.

Quando ti ho invitato a pranzo.

E avevi impegni per il week end.

E poi mi hai scritto

per dirmi che sei maleducata.

 

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