Fast food per ricchi

Decidevamo che fare e ci scrivevamo sulla chat di Facebook. Tu mi proponevi il concerto, il solito concerto negli arci con la tesserina da esibire all’ingresso. Io ti dicevo non lo so, è sempre la stessa gente che gira, non ho intenzione di ascoltarmi ancora una cover dei Beatles. Sempre meglio della provincia, dicevi tu, dove sono capaci di proporti ancora la canzone di quelli che bussano alla porta del paradiso. Bella merda. Cosa? Le notti. Stattene a casa allora, io vado, magari rimedio anche da scopare. Per te è facile dico io, tu sei donna e la natura ti ha fatto bella. Un po’ di trucco, il rossetto rosso, le scarpe alte, una gonnellina da vergine e il gioco è fatto. Io invece coi miei colori scuri mi metto sempre negli angoli e osservo e osservo e va a finire che tutti sanno chi sono senza che lo voglia. Non si accorgono di te, amico io, non se ne accorge nessuno, nessuno si ricorderà domani mattina, a meno che tu non gli abbia offerto da bere o abbia combinato qualche casino di quelli che sai fare tu, come quella volta che ti piaceva una donna e hai detto al suo ragazzo che è un indegno e quello ti ha minacciato ed era l’organizzatore della serata. Hai finito per stare sul cazzo a tutti quelli del circolo e sei dovuto stare lontano per un po’, nemmeno troppo perché a te in fondo non interessa nulla di quello che pensano gli altri, ma era tanti anni fa, ora sei cambiato, l’amore e gli ideali ti hanno peggiorato. Non è poi così vero ti ho detto io, lo sai che tutti vogliamo piacere, piacere a tutti o almeno a quelli che riteniamo degni di una qualche attenzione. Citavi Giulio Cesare, dicevi molti nemici molto onore e ti raccoglievi i capelli all’indietro. Mi domandavo perché ai concerti di musica classica si va vestiti eleganti e ci sono le seggioline comode e si è tutti cortesi, ci si fa vanti di galanteria, è tutto un dirsi grazie e prego, ti trovo bene, dovremmo vederci più spesso io e te. Tu dici che ha a che fare con la bellezza, così mi metto a urlare e sbatto le mani sul tavolo, ti dico bellezza per me è scoparsi una gran donna da dietro mentre ascolti la seconda di Mahler o andare a una mostra e dimenticarsi del tempo e delle noie e della merda che c’è fuori. Sei così generico quando dici merda. Chiudiamo la chat perché ti devi preparare e io rimango a consumare i miei sigari seduto sempre sulla solita sedia e con le gambe incrociate sul tavolo, non so se mi spiego, la cenere mi cade sul petto e mi piace così. Non ho comprato da bere questa settimana e continuo a sbucciare arance, sono buone le arance, a qualsiasi ora del giorno, anche la notte, tutte quelle storie sull’acidità, beh, su di me non hanno effetto. E faccio sogni sempre diversi, in questo periodo li ricordo tutti, ci sei sempre tu, magari con i tuoi amici che non conosco o con quei bei ragazzi froci dal gusto raffinato e ridiamo un sacco e ultimamente ci abbracciamo forte, abbiamo anche scopato una volta, ma non ne sono sicuro, vorrei tenere distinti i sogni dal reale. Capita che mi svegli nel bel mezzo della notte e non abbia più sonno e succede anche che mi suonino al campanello e dicano c’è posta, ma i postini la notte non lavorano, penso siano degli adolescenti ubriachi, eppure al mattino la casella è zuppa e chissà che incontri mi sono vietato. Ora c’è un’auto posteggiata sotto la mia finestra, un uomo ci dorme dentro, vorrei svegliarlo e fargli domande sulla vita, per esempio dove lavora, se ha una moglie, dei figli e perché dorme in macchina il sabato pomeriggio. Gli offrirei una birra, le sto inventando tutte per non pensarti, tutte davvero. Io vorrei soltanto uscire con te, e non ti porterei ai concerti e nemmeno ai reading di poesia, manco al teatro, ci accuseranno di essere nichilisti, forse non ci accuseranno affatto, perché a nessuno interessa, quello che interessa è l’odio, il sentirsi diversi, io un tempo ci credevo a questa storia della diversità, ora invece no, o forse non interessa nemmeno a me, credo nelle scelte e nelle cose semplici. Nella scrittura facile, così mi fa incazzare che non c’è il sole ed è il week end e a Bormio le terme sono imballate di gente, fa troppo freddo per sciare, a Milano risplendono le luci al neon e i supermercati e i McDonald’s ed anche Eataly sembra un immenso fast food per ricchi.

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One thought on “Fast food per ricchi

  1. poetella ha detto:

    sì.Tutto ok.
    però…io ci avrei messo la V di Mahler…l’adagietto, ovvio…
    Mi pare c’azzecchi di più…
    ma forse dipende da come uno scopa…non so…

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