Ai pigri progetti della domenica

Ci stordivano i passeri che si dilungavano in discorsi cosmicomici tra i rami degli alberi. La radio e le canzoni in inglese. Quando non capisco mi innervosisco, lo sai.

Tutto intorno, protetti dai muri e dalle veneziane, bicchieri mezzi pieni su tavole ancora apparecchiate e uomini in slip che abbracciano cuscini e donne appoggiate sul fianco. Il suono delle campane della provincia.

Quando ti svegli non ti domandi mai la forma dei tuoi capezzoli. Lo sai che il silicone chiede del tempo per tornare al suo posto? Assomigli a un quadro cubista, ma mi piaci lo stesso.

Alle frustrazioni di chi non bacia perché non si è lavato i denti e a chi non fa l’amore perché al mattino vuole silenzio. A chi ha dormito pancia contro schiena e al bisogno di spazio di quando apri gli occhi. AI mille caffè sui fuochi artificiali e ai pigri progetti della domenica.

Il sudore dei corridori intasa i tombini.

I treni partono in orario e chissà quanti aerei abitano il cielo. L’atterraggio in un altro continente è spesso un qualcosa da ricordare, come tutte le bistecche alla fiorentina che hai assaggiato nella tua vita, quelle che hai comprato dal macellaio e hai cotto nel burro, quelle che hai lasciato in equilibrio sull’osso, l’olio buono e il taglio per valorizzare il rosso.

Gli amici che vanno a trovare amici in Inghilterra. Le foto di Instagram che mi dicono dove sei anche quando non ti fai sentire. La barba incolta di Pippo Civati e le lezioni di stile della mano destra. I discorsi escatologici di Renzi e l’estetica di Roberto Baggio. Lo sai a sinistra bisogna tradurre la parola “leader”, così anche Del Piero è emigrato in Australia.

I ritorni per nostalgia e i contorni che siamo costretti a rispettare. Quando eravamo bambini ci davano sagome da colorare e nulla ci importava dell’ordine precostituito. E giocavamo a sparare con rivoltelle di plastica e per la rivoluzione indossavamo magliette e stracci bianchi sugli zaini per dire no a tutte le guerre. Poi ci trovavamo a sera e per perdere il controllo, ribaltavamo il bicchiere e i nostri fegati nuovi non danneggiavano i risvegli. Le stesse campane, le vie non cambiano i nomi e nuove rotonde intercettano il traffico del centro. Mi disegno sul polso una x, dico guardala spesso, pensaci almeno una volta che se rimani tu le sconfitte non fanno altro che rendere necessarie le risalite, cinque anni fa il Napoli era neopromosso in serie B.

Foto: dalla rete.

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