A parlare coi delfini

Verrai anche a dirmi che hai parlato coi delfini, che erano alieni pronti ad avvistare le invasioni dal centro della terra. Così ci spruzzavamo addosso quel che rimane del giorno e quanto gioivo nel vederti godere.

Mi dicevi che lasciarsi andare è così difficile e ti lanciavo occhiate sciocche da dietro al cuscino. Ti nascondevi nelle lenzuola per farti cercare, per farti trovare. E cominciavo a contare girato dall’altra parte, chiudevo gli occhi e aspettavo il mattino. Per leggere le prime notizie del giorno e affittare un goniometro per misurare la nostra lontananza. Parliamo di pianeti e di soli, di stelle fisse e altri piccoli mondi. Di questo tempo che dà senso all’alzarsi delle maree, delle tue paranoie al tramonto e di questi occhiali da sole che ci nascondono gli sguardi.

Mi leggevi la sensibilità di Mariangela Gualtieri e ti dicevo che dovremmo inventarci strategie per sussurrare poesia tra i sampietrini e non aspettare il palco e il buio o i libercoli bianchi di Einaudi.

Così in quel letto disabitato mi regalavo buonanotti in versi e prendevo sonno al fumo di un sigaro per poi svegliarmi con gli occhi infiammati. Così delicata è l’esistenza di chi si mette in ascolto del sé.

Voglio comprarti delle cuffie enormi, di quelle buone, s’intende, e vederti ballare da sola, per strada, salutare i passanti e appenderti ai semafori in pirouette.

Tutte queste immagini per il mio scrivere che non suona in campane e nemmeno in consolle. Ci pensi mai alle tue porte chiuse? A quanto è bello rispondere e far delle parole leggerezza e non temere il domani e le sensibilità sciolte. Siamo cavalli noi senza sella né fantino, dormiamo nei prati con gli occhi aperti e salutiamo il giorno prima degli altri.

Così ieri notte a cena con gli amici, a bere e fumare, a parlare degli aghi e della medicina orientale. Scottarsi la lingua col brodo bollente ricorda i postumi del masticamento da foglie di coca. Quel Sudamerica che ho tatuato nel colon e i tuoi viaggi a bordo dell’immaginazione.

E poi mi scrivi che con le parole fai esperimenti, che poi nessuno ti prende sul serio. Ma non temere, io sono anni e lo sai, chi si prende sul serio alla fine si perde, chi si loda s’imbroda e potremmo andare avanti così per giorni e magari ridere e finire sul divano a guardarci una serie a puntate.

Foto: Jeandel

tumblr_lx8fn6VMl51qircwfo1_500

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: