Come i narvali

Noi come i narvali.

E l’unica mia radice un dente lunghissimo, la vite in fronte per l’accumularsi dei pensieri dei giorni. La mitologia che mi carico sulla testa.

E tu simile al beluga, al delfino o alle grandezze straordinarie dei cetacei.

Ti parlavo degli unicorni quando dal brufolo tra le sopracciglia mi è cresciuto un corno lunghissimo. E sono stato costretto a gettarmi nel lavandino. Quando avevi aperto l’acqua soltanto per lavarti le mani e sono caduto nel buco. E come Alice e le sue meraviglie mi sono fatto spazio nel blu, io senza squame, la psoriasi a mollo smette di infastidirmi.

E mi circondavano abbracci di pesci minuscoli e sciarpe d’ossigeno. E si prendevano la mia carne morta e sbocconcellavano piano lasciando i morsi ai pesci più grandi.

Per distanziare la banalità degli squali americani raggiungevo le acque fredde del nord, lo sfogo alle malinconie nel buco ai ghiacci del mio corno lungo. Poi il sole di mezzanotte e avere voglia di gettarsi in mare pur essendo già in acqua. Non sappiamo godere di quello che abbiamo ti ripetevo. E mi dicevi che bellezza e sensibilità e intelligenza e coscienza non sono fatte per il guadagno. Io ti ho risposto che un contadino furbo può far fortuna coi prodotti dell’orto.

E non possiamo far l’amore io e te, come i narvali, che se ti infilzo col mio corno ti perforo gli organi vitali. E poi smetti di respirare. Possiamo nuotare vicini, e farci prossimi alla riva o solcare il largo. Conoscere l’infinito dell’orizzonte, abbeverarci al sole e prendere sonno sul finire del giorno. Disegnare nell’acqua il contorno delle colonne d’Ercole e non aver paura delle gomme da cancellare dei futuri degli altri.

Tra le vetrine il fascino del denaro, venivo a farti visita in sogno con le mie ossessioni per il numero 8, e non è Marchisio e non è Nocerino.

Stasera si gioca la Champion’s League e farò finta di niente, la nostalgia di Del Piero non è per i pesci grossi.

E in Groelandia ci sono leggende che parlano di noi, della coda del figlio tra la coscia levigata di mamma narvalo, le nostre navigazioni del non ricordo settimane prima della nascita per poi prendere il largo da soli. E non sarò Tu, Mio, allontaneremo la retorica dai nostri futuri e quello che chiamavamo morale sarà soltanto coscienza.

Liberi noi in questo mare, in branco o soli, ma noi, con corni da unicorno e zoccoli santi. Verso l’azzurro, ancora una volta. Per respirare ci solleviamo in altezza e sembreremo più alti, ma sarà soltanto un miraggio, che con gli occhi belli tutto è possibile.

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One thought on “Come i narvali

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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