Mid (beatnik) night in Paris

E poi mi scrivi di notte tra righe ubriache, gli spazi inseparabili delle tue parole per tutti questi vuoti che mi sono creato intorno. L’invadenza del vino non fa rima con nulla e i fortunadraghi non ci vengono a prendere ai piedi del letto con le mie coperte che sono troppo corte per tutti e due. Che poi chissà le donne non sono mai sincere mi dici hai voglia a sciorinare frasi ad effetto e scegliere di essere presente o decidere di non esserlo sono solo variabili della teoria delle catastrofi. Insieme avremmo ribaltato i letti di tutta l’Europa, scaldato fumo ai semafori e infilzato i giorni con le nostre scarpe a punta. Abbiamo in tasca una cartina rovinata e prendiamo la metro perché abbiamo perso tempo a guardarci allo specchio quando a Parigi l’unica regola era non chiedere passaggi al traffico di linea che in Place Republique c’eravamo trovati alle cinque di notte a consegnare le guance alla gendarmerie per un rosso in bicicletta. L’ultimo Woody Allen non ci ha convinto e mentre proiettavo sul protagonista i miei “è così” tu mi cantavi dell’antipatia della Cotillard e io dicevo Marion, c’est moi altro che Pablo. E sotto la casa di Hemingway ci hanno aperto un pub di quella volta che mi facevo offrire Armagnac che basta una blusa per sembrare elegante ho dimenticato i soldi, sono straniero, sono sincero. E ci lanciavano bicchieri dal secondo piano che si inchinavano ai nostri piedi con le urla in francese che non mi fanno paura avrei dovuto stringerti ma l’hai fatto tu e siamo poi finiti al Canal Saint Martin quando si apre che sembra Tangeri per la quantità dei picnic. E mi chiamavi beatnik quando agitavo le mani e ti parlavo dell’inutile accademia della lingua, delle costruzioni noiose dei testi scolastici e di quella voglia che ci prende nell’ora scura del dopotramonto. E non hai risposto che abbiamo intrecciato le costole e ti ho leccato fino a consumarti, e al mattino non c’eri più, m’eri rimasta appesa alle labbra e così ti ricordo anche se non non sei mai esistita che era solo una mezzanotte di un film senza spari.

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