Per il grandangolo dei nostri sguardi

E’ estate lo sai ci danno di gomito coi lavori in corso. Il martello pneumatico per le nostre sveglie. L’effetto domino delle notti le regole dei giorni a venire i tuoi mi sveglio presto e locali vuoti di quando uscivamo il lunedì sera. Che guardavamo Milano dal settimo piano risplendono ancora le lucciole le notti accese degli uffici pubblici e nei baustelle le spine dorsali dei grattacieli. Coi geyser dei nostri ieri l’altro i nostri plaid le carezze in musica per non sfiorarci. E tra stranieri ci si intende meglio le parole semplici e gli occhi tondi dei pesci le nostre mani di bianco sulle sofferenze le basi solide delle nostre esistenze. Noi che dovremmo prenderci in spalla per il grandangolo dei nostri sguardi per sollevarci dalle panchine verdi dei parchi dai cartoni tra i portici per le notti insonni. E tra il Polo Nord e il Mediterrano il lungo viaggio della balena le nostri similitudini coi migranti le cicatrici del continente i viaggi per mare a pescare orizzonti. Che abitavamo la terra e mancava di sale buttare la pasta lasciare la spiaggia e senza remi affondare che solo nell’acqua si impara a nuotare.

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2 thoughts on “Per il grandangolo dei nostri sguardi

  1. dicksick ha detto:

    Incastri di parole perfette mi spingono a farti le congratulazioni. Un post molto bello.

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