Saltuariamente

Pulito, rasato, spettinato. Con la teoria delle catastrofi in testa rimesto il pensiero. Appoggiato su balconi a rischio crollo, non abbasso la testa per guardare quel che mi attende dopo il grande salto. A sera si alzano vapori dalla terra calda, le antenne di Roma come operai in pausa pranzo a cercare il sole sui tetti, a sbucciare vaschette di plastica per gustare il prosciutto col pane confezionato. Se soltanto fossi più vicina ti guarderei negli occhi, faremmo naso a naso fino a confonderci. Tu e i tuoi vestiti a fiori, quelle righe orizzontali che confondono i miei orizzonti. Chissà cosa mangi tu e come siedi a tavola e come gocciolano i tuoi capelli quando esci dalla doccia? Cadono sotto questo cielo i ragazzi del Bangladesh, ombrelli in testa da vendere al primo passante. Ma è tutta una corsa, quando le nuvole ci sorprendono è allora che impariamo a sfidarle. Tu raccontami dei tuoi viaggi verso l’indipendenza, e quando avrai conquistato la via lattea e saprai il nome delle stelle fisse solo allora ti renderai conto che sei così lontana dall’erba da sentirne la mancanza. Fumavamo e bevevamo per diventare uguali a tutti gli altri, i nostri ti voglio bene barcollanti, la mano destra tesa per chiederti un abbraccio. Mi baciavi le guance e non ti stancavi mai. Ti scrivevo a notte fonda quel che rimaneva sul fondo del mio cervello, che come sulle spiagge ci sono pietre che brillano in mezzo alla sabbia, valgono soltanto il momento della scoperta, quel wow di stupore che sa di latte, i bambini portano così spesso le mani alla bocca. Tu invece? Vorrei scriverti di far come la Madonna, di salire al cielo e tornare saltuariamente. Mentre da ragazzo, ricordo, raccoglievo i fogli strappati, le forcine per i capelli e il tutto perché soltanto lei li aveva sfiorati, come se fossero benedetti, li portavo al naso per sentirne il profumo. Ma era tutto un film. Poi a sera, mi sorprendi e mi dici la razionalità è un limite adulto, come se fosse un film, dovremmo vivere come se fosse un film.

Foto: © Benedetta Falugi, http://www.benedettafalugi.com

benedetta-falugi9

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One thought on “Saltuariamente

  1. poetella ha detto:

    mi viene sempre una gran voglia di commentare, qui.
    Di esprimere quanto meno gratitudine.
    poi penso…bah!
    A che servirà mai?
    Comunque stavolta non ho resistito.

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