Come quando ti ho vista e ho fatto wow

Ho tagliato la barba e giorni e giorni senza dormire, chili persi, bicchieri vuoti e capelli lunghi.

Nulla qui sa di te, la finestra è sempre aperta, fa caldo tutto il giorno, anche la notte. Le porte a vetri, il pavimento a greche che ricorda i mosaici delle ville di Capri, non c’è il mare, i gabbiani sì e pure le palme, tutto si evoca e nulla si vive.

Certi profumi entrano nelle narici e poi scompaiono, chissà dove vanno. Mi dici che la primavera si respira, che la vita è bella, così bella che non c’è mai da star fermi. Chissà che significa, magari stare seduti in poltrona, il cane tra le gambe, un libro aperto, sottolineare una frase, immaginare un quadro e una partenza.

Decollano gli aerei e c’è sempre un bambino con lo sguardo all’insù, una troia col medio alzato e quelle borse firmate che non hanno nemmeno la tracolla. A musica spenta sembrano tutti più intelligenti, mi dici balla, lasciati andare e io rimango a guardarti.

Stretti nei vicoli a ricalcare cuori sui finestrini, la fila al bancone e lanciare la plastica nei cestini già zeppi, decidere dove andare e poi rimanere immobili. Che avete fatto ieri sera? Siamo stati là e poi là e poi siamo tornati a casa. E di cosa abbiamo parlato non ce lo chiedono mai, perché non c’è niente da chiedere e nulla che valga la pena raccontare. Per il dialogo c’è il caffè, la notte è fatta per gli occhi e il disimpegno dei passi.

Non ho motivi per chiamarti, ho un quaderno delle proposte sul comodino, sono trecento, forse di più, lo dice Holden, lo dice Guccini, lo dico anch’io, io che non sono quando non ci sei. E se ci fossi? Credi davvero che una vicinanza risolva? Non lo so, ti dico, potrei sempre accompagnarti a casa e magari salire fino alla tua porta, sentire il battito delle tue ciglia, le tue parole che si confondono. Come quando ti ho vista e ho fatto wow. Wow, Pow, Yo e Sob. Le onomatopee della strada, questo folle desiderio di relazioni e parola, perché uomo tra gli uomini cerco la voce, lascio il silenzio all’età adulta, agli alberghi con le lenzuola bianchissime e alle colazioni servite sui balconi. Non sarò morto finché avrò respiro, ti dico, non morirai finché avrò pensiero, rispondi, anche se non lo sai. Anche se te ne vai.

Foto: © Nicoletta Branco.

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