Facciamo l’amore con lentezza

Piove tra i maglioni stesi nel centro del salotto, torno ad ascoltare i Radiohead e il picchiettare di gocce sul pavimento. Si ammorbidiscono le suole delle nostre scarpe sotto gli ultimi soli di novembre, con le montagne a ricordarci l’attesa del bianco. Leggevo di te, ieri sera, ci sono incontri che avvengono nell’intimità di camere separate. Tra noi soltanto chilometri di insicurezze e il conforto degli amici come una gabbia. Così ruggisci, nessuno ti ascolta. Sbranerai pagine e mangerai ancora cioccolata prima di dormire.

Non ti vergognare delle tue cosce, lo sai che son cose da adolescenti: cresciamo in sapienza e guardiamoci negli occhi, non serve a niente adesso parlare. Ti immagino spesso nuda, seduta a cavalcioni sopra il mio bacino, facciamo l’amore con lentezza. Noi così presenti, noi così vicini, nessun paragone al già visto. C’è un’originalità nell’ansimare delle vicinanze che non può rifarsi a nessun modello.

Sei così elegante quando sei tu, il resto lasciamolo ai fogli patinati delle riviste. Sorrido quando mi dici che non è questo il momento, chisseneimporta del tempo, nemmeno lo spazio è adatto a noi, ti dico io. Se soltanto mi amassi ce ne andremmo a vivere nel verde, quello degli orizzonti e delle case basse, delle vigne in fila e delle colline che riposano lo sguardo.

Nel tuo amore non amato la mia frequentazione dei grattacieli, le corse in ascensore e l’inseguimento di un cartellino sul cuore con scritto il mio nome, un contratto e un affitto. E a notte fonda pensavo che me ne faccio delle proprietà private e poi come lo cresco un bambino? A strada e zaino in spalla? Chi ce l’ha fatta, che senso ha?

Mi innamoro delle sensibilità e come gli angeli ci stringiamo forte fino a farci preghiera. Sono le relazioni a salvarci. Mentre non ricordo le espressioni del tuo viso; quel vino bianco nel foyer del teatro, quando anche il gusto si perde, quando non finivi i cocktail e te ne andavi a cavallo di una mini e io ti inseguivo, ti inseguivo, il motorino spingeva solo i cinquanta e quanti semafori rossi e quanto si scivola sulle vene dei tram.

Foto: Robert Mapplethorpe.

014_robert-mapplethorpe_theredlist

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: