Darling da “10. Camera sola. Confessioni di un clandestino.”

E per non essere in ritardo mi sono svegliato tre volte

che nemmeno l’erezione mattutina rispetta i tempi prestabiliti.

E ho acceso la luce per controllare gli argini

e i desideri affogano le pantofole.

Che ancora la vista atomica ce l’hanno solo gli occhiali dei multisala 3D.

E i miei capelli che cadono in valanghe senza avvisare

e investono ritenzioni idriche e voglie di vino rosso.

Che investano te che non ci sei, che i tuoi capelli sono distratti e schivi e a a tirarteli ci scoperchi la pentola dei tuoi minestroni al farro.

Mi fai mettere il cappuccio per proteggermi dal freddo

che a furia di stare fuori ti prendi il mal di gola!

Per proteggermi dalle labbra dai risucchi che fai col cucchiaio

incapace come sei di un bacio morbido che lo yoga rilassa e il tantra ti fotte, mia darling.

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