L’unico amore possibile

Otto ore filate come non gli capitava da tempo. Spegnere il telefono, la pagina di un libro, le finestre tutte aperte. E fuori dalle finestre le strade e il loro odore di polvere e polvere sui prati marroni devastati dal sole di luglio. Polvere sul pavimento e polvere sul televisore spento da mesi. Non ci scriviamo da sempre, ti ho detto e ho usato una di quelle frasi che tu detesti che detesto anch’io. Il nostro uso del punto a capo che vuole chiudere i concetti e finisce per sfiorare la retorica. L’ho scoperto troppo tardi ti ho detto e tu non hai capito. La storia dei nostri alfabeti diversi finirà prima o poi quando diventeremo soltanto un silenzio codardo. Abbiamo scandito il nostro tempo al ritmo dei bicchieri di vino, piatti vuoti e colazioni d’infiniti caffè. Abbiamo scelto di non scegliere, tu dici che ho fatto tutto io e io non ti dò torto. Se soltanto facessi di un paese l’unico paese possibile, di una vita l’unica vita possibile, di un amore l’unico amore possibile, sarei presente a me stesso, centrato e cosciente. E invece è tutta una confusione. Come il piazzale del cimitero monumentale alle sette di sera, col motorino che cambia più volte la direzione e scansa e scansa e scansa e rischia la vita per diminuire il tempo del ritorno a casa. Come se arrivare prima ci togliesse l’ansia di arrivare a sera. Deve essere complicato vivere inquieti, mi hai detto, ti ho risposto che è a volte non si può scegliere e si sperimenta l’inevitabile. Mi hai accusato di aver perso occasioni su occasioni, di vivere una vita che non mi sono scelto, mi hai immaginato più volte in camicia bianca e capelli perfetti. Hai fatto l’elenco di tutte le automobili che potrei comprare di tutte le case che potrei abitare di tutti i lavori che potrei fare. Io ho riso e ho bevuto l’ennesimo caffè, quelli che tu hai deciso di non bere più. Sono tornato a respirare la mia provincia, satellite di tutto, rassicurante e molesta, senza spiccata grazia, parcheggio enorme senza orari. Verranno a lavare le strade, mi hai detto, verranno a far pulizia anche qui prima o poi, ti troveranno o ti farai trovare, non puoi nasconderti a lungo. Finirai per scappare e lo farai quando sarai più vecchio, più debole e incapace di prendere altre vie, sceglierai la strada grande e la compagnia dei più. E mi cercherai e io non ci sarò. Anche la tua memoria sarà più debole e ripeterai sempre la stessa storia: quello che saresti potuto essere e non sei stato, la lei che avresti potuto amare e non hai amato.

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