Sogni. Da “Oggi, domani o dopodomani”

Ci sono sere che dormiresti in piedi: le sere in cui tutto si fa lento, camminare diventa pesante, sedersi anche, le sere in cui hai lasciato o sei stato lasciato, le sere in cui hai tradito o sei stato tradito, le sere in cui hai sofferto, le sere in cui hai gioito di un tiro di sigaretta, di una poltrona comoda davanti a un film fatto col sangue.

Ci sono sere in cui dormiresti seduto: le sere in cui hai baciato ma sarebbe stato meglio non baciare, le sere in cui sei stato chiamato da chi non avrebbe dovuto chiamare, le sere in cui hai chiamato chi non avresti dovuto chiamare, le sere in cui hai letto un libro senza capirne una parola, le sere in cui ammiri numeri in salsa rosa e seni nudi su canali di provincia.

Ci sono sere in cui non dormiresti mai.

Beh, ecco, questa è una sera di quelle in cui una bottiglia di rosso e una terzina di Slalom strong ti costringono a dormire sdraiato mentre sai che un mal di testa e una patina biancastra ai lati delle labbra accompagneranno il tuo risveglio. Prezzo da pagare per una notte vissuta nei sorsi.

Questo è quello che pensavano ogni mattina Folli e Spina ma no, la mattina del 16 Marzo dell’anno zerosette non ebbero nemmeno il tempo, non riuscirono ad asciugarsi la pappina alla bocca. Nemmeno l’erezione mattutina rispettò i tempi prestabiliti. Niente fu più come prima.

La notte che separa il 15 marzo zerosette dal 16 marzo zerosette, invece, se la passarono bene. Eccome, entrambi. A furia del nominare la Senatrice dottoressa Croft e i rizzoni, i missili, i duroni infantili la furia ormonale si scaricò con forza.

Folli alle ore 1 quarantaquattro minuti e sette secondi sprofondò in due amene rotondità meglio conosciute col nome scientifico di mammelle. Le tettemammelle in questione, per morbidezza, colore ambrato, dimensione medio piccola dell’areola erano insindacabilmente quelle di Miss Garbini da Garbagnate, meglio conosciuta col nome di Noela.

Noela, puledra di razza pura, cresciuta a carote ben pelate e insalatina d’orto. Mulatta da parte di padre calabrese e nobile per sconosciuti meriti di madre, piemontese.

Le tette di Noela sono le classiche tette a clessidra, non vedi l’ora di rivederle e sai che probabilmente non le vedrai mai perché la contessina Noela è una che te le fa vedere, sì, te le fa desiderare ma poi se le tiene strette nel top ad aspettare le avances di qualche quarantenne cazzo moscio arrapato.

La clessidra, nel sogno, era andata in mille pezzi e il tempo era come sospeso.

Folli era libero di esplorare le dune lunari della contessina, le soppesava, ne riusciva ad intuire la forma col solo uso del tatto, avrebbe saputo distinguere il loro odore tra mille odori e il sapore, oh, il sapore… Ma non c’erano solo le tette ad accoglierlo: un ventre, una grotta, una tana, un’ostrica, una foresta, una capanna, una spalla, una coscia, un piede, l’ombelico, la lingua, saliva, una spalla, denti, e poi su giù e su e ancora giù, nel silenzio assoluto su e giù su e giù, nel silenzio assoluto: una mano. Soltanto una mano. E il suo movimento shakerato. Buonanotte Folli.

I knew a girl Her name was truth . She was a horrible liar. She could not spend one day alone. But she could not be satisfied. When you have everything/ You have everything to lose. She made herself A bed of nails And she is planning on putting it to use. Cause she had diamonds on the inside She had diamonds on the inside She had diamonds on the inside Diamonds”

Le 3.54 minuti e 02 secondi aspettavano Spina sull’attenti. Mentre Lory lo aspettava sui pattini a rotelle nel corridoio di un volo di linea Milano-Istanbul. Lory, fasciata da un abitino nero, uno scialle giallo a inquinarle il bel balcone scoperto.

Spina sale sull’aereo, Lory lo saluta con un cenno del capo. Lui si siede, stringe la cintura. Lei, in piedi, in mezzo al corridoio, muove le mani, indica i comandi di sicurezza. Si sfiora il seno mentre mostra le uscite di sicurezza, le cosce quando è il momento di allacciare le cinture. L’aereo decolla. Notte. Buio. Una mano slaccia la cintura di sicurezza di Spina, poi continua a slacciare. Spina si alza, la mano lo conduce per il corridoio, una porta metallica si spalanca a soffietto.

Ali soffia, sbuffa, ansima, tiene lo scialle tra i denti, digrigna, spinge, sbuffa, cavalca, la porta metallica si apre e tra le luci basse di una città notturna fa il suo ingresso nel bagno dei cieli anche sua maestà miss Noela, che sfodera una mossa da pecorella smarrita sotto gli occhi dei due.

Turbolenza. Allacciate le cinture. Il comandante vi rassicura, presto saremo sopra le nuvole e il volo proseguirà tranquillo. Spina gonfia il petto, prende fiato, mangia le nuvole.

Sweet home Alabama Where the skies are so blue Sweet Home Alabama Lord, I’m coming home to you…”

Tutto questo per dirti che ti è arrivato un sms, baby!

La mattina del 16 Marzo dell’anno zerosette nemmeno l’erezione mattutina rispettò i tempi prestabiliti. Niente fu più come prima.

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