Se la Roma è magica

Eravamo giovani, pigri e bellissimi. E avevo scritto Io sulla scarpa destra e Te sulla scarpa sinistra, poi le avevo prese in mano e le avevo fotografate un po’ impolverate. Ti avevo inviato la foto, mi avevi risposto quanto sei sciocco, ti amo, lo sai. Ma era tutta immaginazione, così poi sono arrivate le navicelle spaziali e hanno accelerato il tempo.

Ora ho i capelli corti e la barba lunghissima e non mangio pane da chissà quanto tempo, forse tre giorni, ma sembra di più, che la baguette calda a Milano la trovi da Esselunga, ma ha tutto un altro sapore.

Non starò qui a perdermi in trattati sul gusto della farina e sul lievito madre, ma tra le petizioni al Nobel per un’isola e le canadesi con le foglie d’acero a rilassare gli sguardi e la prosa schietta che fa contente le femministe, io ho in testa le parole di quel parlamentare del cinque stelle che dice bugiardi. Bugiardi. Bugiardi. Ora, non ho mai guardato le persone a branchi come si fa con gli gnu, cerco sempre di trovare l’unicità e il colore degli occhi, anche nelle curve dei nostri stadi vecchi e nei cori del week end. Se la Roma è magica, Cicciolina è vergine. Cicciolina non si offende. Milano in fiamme, Roma ladrona, Napoli colera. Saranno queste le nostre ombre? Vero è che quando hai un ruolo in vista il buonismo te lo appiccichi addosso e nel privato magari sei diverso. Un presidente della Repubblica di anni 88 e un Ct della nazionale che applica il codice etico, il il numero uno Super Gigi Buffon che incarna tutte le buone regole dello stare al mondo. Tu che mi chiedi perché indosso la giacca quando vado agli appuntamenti, io che ti rispondo: si fa così.

Siamo in prigione senza saperlo oppure tutta questa è libertà? La vita eremitica non ci convince, lo sai. Ma gli amici crescono e si notano gli spigoli e le differenze. Di quella ragazza che mi scrive: quanto sei confuso, eh? Avresti bisogno di meditare, di farti curare. Poi ieri vado a fare un’aperitivo quelli là dell’happy hour e dei buffet lunghissimi ed ecco che l’età media sono gli anni cinquanta. E molte persone sedute sole al tavolo. Con sette euro ci fai la cena e addormenti il pensiero con l’alcool. E che ne sarà del gusto?

Domenica a mezzogiorno da noi si fanno le lasagne: l’odore del ragù e il forno caldo. E inviti a pranzo, la porta aperta. Il vino rosso e i bicchieri buoni. E se dirò qualcosa che col buonismo non c’entra niente, mi perdoneranno, perché mi conoscono e mangiano bene, e a pancia piena e a bicchiere vuoto sei un po’ più tu. Magari meno buono, magari meno ordinato.

Foto: tumblr-arka-plan

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